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L'asterisco: simbolo tipografico e il suo uso nella critica testuale

L'asterisco (*), simbolo tipografico che rappresenta una stella stilizzata, viene utilizzato principalmente per indicare le note a piè di pagina e, nella critica testuale classica, per marcare duplicazioni o passaggi problematici.

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Definizione e forma

L'asterisco è un simbolo tipografico che consiste in un'immagine stilizzata di una stella. Nella stampa di solito ha cinque o sei punte, mentre quando viene scritto a mano presenta sei o otto punte, sebbene esistano forme più complesse. Il suo uso più comune è per attirare l'attenzione su una nota a piè di pagina. Spesso viene vocalizzato come «star» (stella), in particolare tra informatici e matematici, come si vede nell'algoritmo di ricerca A* o nell'algebra C*.

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Etimologia e pronuncia

Il termine inglese «asterisk» proviene dal latino tardo «asteriscus», a sua volta derivato dal greco antico ἀστερίσκος (asteriskos), che significa «piccola stella». A volte viene pronunciato come se fosse «astericks» o «asterix» a causa di un processo chiamato metatesi. Questa variazione ha portato alcune persone a inferire erroneamente che «astericks» sia il plurale di un singolare «asterick». Un sondaggio del 2014 del Panel of Usage dell'American Heritage Dictionary of the English Language ha scoperto che il 24% dei panelisti considerava accettabile la pronuncia «asterix» e il 19% quella di «asterick», anche se solo il 7% e il 6% li preferivano, rispettivamente.

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Origine storica nella critica testuale

Un'ipotesi sull'origine dell'asterisco per marcare le note suggerisce che provenga dal carattere sumero di 5.000 anni di antichità «dingir» (𒀭), sebbene questa ipotesi sembri basarsi solo sull'aspetto visivo. L'asterisco fu uno dei diversi simboli sviluppati da studiosi della poesia omerica nella Biblioteca di Alessandria più di 2.000 anni fa. Zenodoto, il primo bibliotecario del Museo di Alessandria, usava l'obelisco, un simbolo posto nei margini per indicare un verso considerato apocrifo. Un bibliotecario successivo, Aristofane, continuò l'uso dell'obelisco insieme ad altre annotazioni testuali, come una piccola stella per i passaggi che non avevano senso. Aristarco di Samotraccia, studente e successore di Aristofane, introdusse un sistema formale di segni di critica testuale che includeva l'obelisco, l'asterisco e altri simboli aristarchei. Aristarco usava l'asterisco per marcare i versi che venivano duplicati altrove, e la combinazione di asterisco e obelisco per indicare i versi considerati duplicazioni apocrife. Origene è noto per aver successivamente usato l'asterisco per marcare i versi ebraici mancanti nella sua Esapla.

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Uso nel Medioevo e nella stampa

Nel Medioevo, l'asterisco (insieme ad altri simboli come il manicule) veniva usato per enfatizzare una parte particolare di un testo, spesso collegando quelle parti a un commento marginale. L'asterisco veniva usato frequentemente per indicare le note a piè di pagina nell'era dei media stampati.

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Applicazioni moderne: censura e sport

Nella censura, gli asterischi vengono spesso usati per sostituire le lettere per attenuare le parolacce. Ad esempio, la parola «badword» potrebbe diventare «ba***rd», «b*****d» o «*******». Le vocali tendono a essere censurate con asterischi più delle consonanti, ma l'intelligibilità delle parolacce censurate di più sillabe è maggiore se poste in contesto con il testo circostante. Nei fumetti, una parolaccia completa può essere sostituita con un «grawlix», una catena di simboli tipografici che indica una parolaccia indefinita. Gli asterischi sono un metodo utilizzato per redigere informazioni non pubbliche; quando viene pubblicato un documento contenente informazioni classificate, può essere redatto o «sanificato» sostituendo le informazioni classificate con asterischi. Negli sport competitivi, un asterisco allegato a un record indica che è in qualche modo «macchiato» o contestato. Questo uso è emerso durante la stagione di baseball del 1961, quando Roger Maris minacciava di battere il record di fuoricampo in una singola stagione di Babe Ruth. Il commissario Ford C. Frick annunciò che se Maris avesse avuto bisogno di più di 154 partite, entrambi i record sarebbero stati riconosciuti, ma sarebbe stata posta una «marca distintiva» accanto a quello di Maris. L'asterisco come tale marca fu suggerito in quel momento dal cronista sportivo Dick Young del New York Daily News, non da Frick.

Fonti e metodo

Questa storia sintetizza le fonti indicate e distingue osservazioni possibili da conclusioni che richiedono altri dati. Non presenta un lavoro sul campo originale di FaunaGuide e non sostituisce un’identificazione esperta.

  • Asterisk — Typographical symbol (*) *o Asterisk In UnicodeU+002A * ASTERISK (*, *) Related See alsoU+203B ※ REFERENCE MARK (komejirushi) U+A673 ꙳ SLAVONIC ASTERISK Look up * or asterisk in Wiktionary, the free dictionary. The asterisk (/ˈæstərɪsk/), *, is
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